La notte


Ma la notte ventosa, la limpida notte
che il ricordo sfiorava soltanto, è remota,
è un ricordo. Perduta una calma stupita
fatta anch’essa di foglie e di nulla. Non resta,
di quel tempo di là dai ricordi, che un vago ricordare.

Talvolta ritorna nel giorno
nell’immobile luce del sole d’estate,
quel remoto stupore.

Per la vuota finestra
il bambino guardava la notte sui colli
freschi e neri, e stupiva di trovarli ammassati:
vaga e limpida immobilità. Fra le foglie
che stormivano al buio, apparivano i colli
dove tutte le cose del giorno, le coste
e le piante e le vigne, eran nitide e morte
e la vita era un’altra, di vento, di cielo,
e di foglie e di nulla.

Talvolta ritorna
nell’immobile calma del giorno il ricordo
di quel vivere assorto, nella luce stupita.

(di Cesare Pavese, tratta da Lavorare stanca)

Frammenti tratti da “Via col vento”

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Rhett Butler fa visita a Rossella dopo la morte di Frank Kennedy. Rossella piange, per la prima volta tormentata dai rimorsi perché teme di andare all’inferno, vista la sua discutibile condotta nei confronti del marito ormai defunto.
Durante il loro dialogo, Rhett le ricorda il suo tentativo di “prostituzione”: infatti Rossella aveva cercato, prima di sposare Frank, di vendersi a Rhett pur di ottenere i trecento dollari utili a pagare le tasse di Tara.

Ecco le parole fra i due, tratte dal libro di Margaret Mitchell.

Rhett - Andiamo! Dal momento che vi state confessando, tanto vale che diciate tutta la verità, piuttosto che una decorosa menzogna. Ditemi un po’:la vostra…hm…coscienza vi ha mosso molti rimproveri quando voi avete offerto…come vogliamo dire?…quel tesoro che è più caro della vita, per trecento dollari?

Rossella - Veramente non ho pensato a Dio in quel momento…né all’inferno. E quando ci ho pensato…ho calcolato che Dio avrebbe compreso.
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Rossella - E’ un male essere opportunista?

Rhett - E’ sempre stata ritenuta una cosa vergognosa…specialmente da quelli che hanno avuto le stesse opportunità e non le hanno colte.
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Un altro momento. Rossella ha appena sposato Frank Kennedy e incontra Rhett per la prima volta dopo il tentativo di vendersi a lui per ottenere i soldi utili a pagare le tasse di Tara. Iniziano un lungo dialogo durante il quale Rhett si rende disponibile a prestarle il denaro per comprare la segheria. A un certo punto, viene nominato Ashley.

Rhett - Quest’amore purissimo m’interessa…

Rossella - Smettetela, Rhett. Se siete tanto abietto da credere che fra noi vi sia stato qualcosa di male…

Rhett - Veramente non ne sono mai stato convinto. Ed è questo che m’interessa. Perché non vi è mai stato nulla di male tra voi?

Rossella - Se credete che Ashley sarebbe stato capace…

Rhett - Ah, dunque è stato lui che ha lottato in nome della purezza. Ma davvero, Rossella, non dovreste abbandonarvi così facilmente!

Da “La terra e la morte”

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Tu sei come una terra
che nessuno ha mai detto.
Tu non attendi nulla
se non la parola
che sgorgherà dal fondo
come un frutto tra i rami.
C’è un vento che ti giunge.
Cose secche e rimorte
t’ingombrano e vanno nel vento.
Membra e parole antiche.
Tu tremi nell’estate.

(di Cesare Pavese, 29 ottobre 1945)

Frammenti tratti da “La signora Craddock”

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Di solito la gente crede di fare una cosa particolarmente originale sposandosi, senza pensare che un gran numero di persone si è sposato, a cominciare da Adamo ed Eva.

Bertha deve comunque farvi vedere le nostre galline. Riescono a interessarmi proprio perché sono simili agli esseri umani: così stupide!

(Parole di Polly Ley, personaggio del romanzo La signora Craddock, di William Somerset Maugham)

Frammento

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Lontano lontano consegnami ora
a scene desolate e paurosi pensieri
ne traccio il segno sulla tua fronte
benvenuta ora se un tempo temuta

(di Emily Bronte.
Tratta da: Anne, Charlotte, Emily Bronte, Poesie, Milano, Oscar Mondadori, 2004)

Il pigro

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Seguiteranno a viaggiare
tra gli astri oggetti metallici
con dentro uomini stanchi,
violenteranno la luna
aprendovi farmacie.

E’ il tempo dell’uva piena
e il vino comincia a vivere
tra le montagne e il mare.

In Cile ballano le ciliege,
cantano le ragazze brune,
l’acqua nelle chitarre luccica.

Il sole bacia ogni porta
e col grano fa miracoli.

Il primo vino è rosato,
dolce come un bimbo tenero;
il secondo vino è robusto
come voce di marinaio;
e il terzo vino è un topazio,
un papavero e un incendio.

La mia casa ha mare e terra,
la mia donna ha grandi occhi
color nocciola selvatica
quando si fa notte il mare
si veste di bianco e di verde,
e la luna tra le schiume
sogna come una sposa marina.

Non voglio cambiare pianeta.

(di Pablo Neruda)

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

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Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

(di Cesare Pavese, 22 marzo 1950)

Senza titolo (IV)

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Perché dormire ora:
sebbene il cuore sia triste e stanco?
Perché dormire ora
sebbene il giorno sia buio e tetro

Quando il sole sarà alto forse la nebbia svanirà
forse il mio spirito dimenticherà la sua pena
forse il raggio rosato del tramonto
annuncerà un più dolce mattino

(di Emily Bronte
Tratta da:
Anne, Charlotte, Emily Bronte, Poesie, a cura di Silvio Raffo, Milano, Oscar Mondadori, 2004)

Poesia (senza titolo)

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La notte si addensa intorno a me
selvaggio e gelido soffia il vento
ma una magia implacabile mi ha vinto
e non posso non posso fuggire.

Alberi giganteschi piegano
i rami spogli gravi di neve
veloce la tempesta si fa vicina
pure non posso fuggire

Nuvole e nuvole su di me
deserti e deserti ai miei piedi
nessun terrore potrà allontanarmi
non voglio non posso fuggire.
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di Emily Bronte (1818-184 8)
(Tratta da Anne, Charlotte, Emily Bronte, Poesie, a cura di Silvio Raffo, Milano, Oscar Mondadori, 2004)

Frammento

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Darò più gaio tono alla parola
per compiacere l’arida allegria,
ma è molto meglio piangere da sola
che ridere in ottusa compagnia.

di Anne Bronte (1820-1849)
(tratta da:
Anne, Charlotte, Emily Bronte, Poesie, a cura di Silvio Raffo, trad. di Silvio Raffo e Anna Luisa Zazo, Milano, Oscar Mondadori, 2004)

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