Archivio per Maggio 2008

Frammenti tratti da “Via col vento” (II)


Rossella ha sposato Frank Kennedy e ha appena avuto una bambina. Seduta in giardino, con la piccola in braccio, riceve una visita di Rhett. Durante la loro lunga conversazione, a un certo punto parlano di Ashley e Rhett lo definisce un uomo completamente a terra, ammettendo di disprezzarlo per la sua incapacità ad affrontare una realtà che ormai gli è diventata profondamente estranea: la dura realtà seguita alla sconfitta nella Guerra Civile.
Rossella si arrabbia, perché Rhett la biasima per aver affidato ad Ashley la gestione di uno stabilimento di legname, stabilimento aperto da Rossella proprio grazie a un prestito ricevuto da Rhett.

Ecco uno stralcio del loro dialogo a riguardo.

Rossella: Eppure avete aiutato me, mentre anch’io ero a terra.
Rhett: Ma voi, mia cara, eravate un rischio interessante. Perché non vi appoggiavate ai vostri parenti maschi singhiozzando nel rimpianto degli antichi tempi. Vi siete drizzata e vi siete fatta avanti a gomitate; la vostra fortuna è stata solidamente fondata sul denaro rubato al portamonete di un morto e a quello rubato alla Confederazione. Avete al vostro attivo un omicidio, il furto di un marito, un tentativo di prostituzione, e poi menzogne e durezze ed altre cose che richiederebbero un esame accurato…

La nebbia è dolce…


La nebbia è dolce sulla collina
non vi saranno tempeste domani
no il giorno ha pianto a sazietà
consumato ogni tacita pena

Torno ai giorni della giovinezza
ai giorni dell’infanzia lontana
nel rifugio della casa paterna
presso la porta della sala antica

Guardo cadere una sera di nubi
dopo un giorno di pioggia
nebbie azzurre dolci nebbie estive
celano la catena di monti lontana

Nella lunga erba verde indugia la rugiada
densa come le lacrime del mattino
passano profumi e fragranze sognate
respiro di anni trascorsi

(di Emily Brontë)

Senza titolo


Non tornerà a splendere
il suo triste corso è compiuto
ho visto l’ultimo raggio svanire
del freddo sole lucente.

(di Emily Bronte)


Di Romina

PETALI DI ROSE

Poesie, brani, sintesi e frammenti: piccole suggestioni letterarie per gli appassionati.

Trascorrono i giorni

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Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (di Robert L. Stevenson)

Era una notte bella e senza pioggia, l'aria sapeva di gelo, le strade erano pulite come il pavimento di una sala da ballo; le lampade che nessun vento faceva ondeggiare formavano sul selciato un disegno regolare di luci e di ombre.

La lupa (di Giovanni Verga)

Al villaggio la chiamavano "La lupa" perché non era sazia giammai - di nulla. Le donne si facevano la croce quando la vedevano passare, sola come una cagnaccia, con quell'andare randagio e sospettoso della lupa affamata; ella si spolpava i loro figlioli e i loro mariti in un batter d'occhio, con la sue labbra rosse, e se li tirava dietro alla gonna solamente a guardarli con quegli occhi da satanasso, fossero stati davanti all'altare di Santa Agrippina.

Jane Eyre (di Charlotte Brontë)

Mi trovavo a un miglio da Thornfield, lungo un sentiero conosciuto, d'estate, per le sue rose canine, in autunno per le nocciuole e le more; anche adesso spiccavano le bacche delle rose e del biancospino, color del corallo, ma il maggior piacere durante l'inverno consisteva nella sua assoluta solitudine e nella sua spoglia tranquillità. Se spirava un alito di vento, lì non si udiva alcun fruscìo perché non c'erano agrifogli né sempreverdi, e i nudi biancospini e i cespugli di nocciuoli erano fermi come i ciottoli bianchi e consumati che si ammucchiavano in mezzo al sentiero.