Archivio per Ottobre 2008

Cime Tempestose (Wuthering Heights)


[...]Wuthering Heights è un’opera scolpita in una strana bottega, con strumenti semplici, da materiali casalinghi. L’artista trovò un blocco di granito su una brughiera solitaria: guardandolo s’avvide che su quella scheggia di roccia si poteva ricavare una testa selvaggia, scura, sinistra, una forma con almeno un elemento di grandezza: la potenza.
Lavorò con un rozzo scalpello, e su nessun altro modello che la visione raggiunta attraverso le proprie meditazioni. Con tempo e fatica il masso prese forma umana: ed eccola là, colossale, fosca e accigliata, per metà statua, per metà roccia. Come statua, terribile e demoniaca; come roccia, quasi bella, perché il suo colore è un caldo grigio, e muschio di brughiera la riveste; e l’erica con le sue campanelle vivide e la sua fragranza balsamica cresce fedele ai piedi del gigante.
Charlotte Bronte

(tratto dalla prefazione a Wuthering Heights, romanzo scritto da Emily Bronte. Testo di riferimento: Cime tempestose, edizione Oscar Mondadori, 1985)

Poesia


Il lago desolato il cielo di mezzanotte
la luna morente che lotta con le nuvole
il triste mormorio che sussurra appena
quasi non osasse parlare
piombano sul mio cuore tristemente
inaridiscono la mia gioia in solitudine

Non toccateli fioriscono e sorridono
ma le loro radici s’inaridiscono implacabilmente
Ah

(di Emily Bronte . La foto è tratta da questo sito )


Di Romina

PETALI DI ROSE

Poesie, brani, sintesi e frammenti: piccole suggestioni letterarie per gli appassionati.

Trascorrono i giorni

Ottobre: 2008
L M M G V S D
« Ago   Dic »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Categorie

Archivi

Blog Stats

  • 27,839 hits

Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (di Robert L. Stevenson)

Era una notte bella e senza pioggia, l'aria sapeva di gelo, le strade erano pulite come il pavimento di una sala da ballo; le lampade che nessun vento faceva ondeggiare formavano sul selciato un disegno regolare di luci e di ombre.

La lupa (di Giovanni Verga)

Al villaggio la chiamavano "La lupa" perché non era sazia giammai - di nulla. Le donne si facevano la croce quando la vedevano passare, sola come una cagnaccia, con quell'andare randagio e sospettoso della lupa affamata; ella si spolpava i loro figlioli e i loro mariti in un batter d'occhio, con la sue labbra rosse, e se li tirava dietro alla gonna solamente a guardarli con quegli occhi da satanasso, fossero stati davanti all'altare di Santa Agrippina.

Jane Eyre (di Charlotte Brontë)

Mi trovavo a un miglio da Thornfield, lungo un sentiero conosciuto, d'estate, per le sue rose canine, in autunno per le nocciuole e le more; anche adesso spiccavano le bacche delle rose e del biancospino, color del corallo, ma il maggior piacere durante l'inverno consisteva nella sua assoluta solitudine e nella sua spoglia tranquillità. Se spirava un alito di vento, lì non si udiva alcun fruscìo perché non c'erano agrifogli né sempreverdi, e i nudi biancospini e i cespugli di nocciuoli erano fermi come i ciottoli bianchi e consumati che si ammucchiavano in mezzo al sentiero.