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Senza titolo (IV)

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Perché dormire ora:
sebbene il cuore sia triste e stanco?
Perché dormire ora
sebbene il giorno sia buio e tetro

Quando il sole sarà alto forse la nebbia svanirà
forse il mio spirito dimenticherà la sua pena
forse il raggio rosato del tramonto
annuncerà un più dolce mattino

(di Emily Bronte
Tratta da:
Anne, Charlotte, Emily Bronte, Poesie, a cura di Silvio Raffo, Milano, Oscar Mondadori, 2004)

Poesia (senza titolo)

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La notte si addensa intorno a me
selvaggio e gelido soffia il vento
ma una magia implacabile mi ha vinto
e non posso non posso fuggire.

Alberi giganteschi piegano
i rami spogli gravi di neve
veloce la tempesta si fa vicina
pure non posso fuggire

Nuvole e nuvole su di me
deserti e deserti ai miei piedi
nessun terrore potrà allontanarmi
non voglio non posso fuggire.
____________________________

di Emily Bronte (1818-184 8)
(Tratta da Anne, Charlotte, Emily Bronte, Poesie, a cura di Silvio Raffo, Milano, Oscar Mondadori, 2004)

Frammento

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Darò più gaio tono alla parola
per compiacere l’arida allegria,
ma è molto meglio piangere da sola
che ridere in ottusa compagnia.

di Anne Bronte (1820-1849)
(tratta da:
Anne, Charlotte, Emily Bronte, Poesie, a cura di Silvio Raffo, trad. di Silvio Raffo e Anna Luisa Zazo, Milano, Oscar Mondadori, 2004)

Poesia


Cadano le foglie cadano muoiano i fiori
lunghe le notti e brevi i giorni
mi parla di felicità ogni foglia
fluttuando dagli alberi d’autunno
sorriderò quando ghirlande di neve
fioriranno dove un tempo era la rosa
canterò quando una notte morente
incalza un più tetro giorno.

(di Emily Bronte.
Tratta da:
Anne, Charlotte, Emily Bronte, Poesie, a cura di Silvio Raffo, Milano, Oscar Mondadori, 2004)

Poesia


Il campanile della chiesa e il muro del giardino
sono neri di pioggia autunnale
e venti desolati richiamano ancora
come un presagio le tenebre nere.

Ho osservato la sera sconfiggere
il giorno lieto e glorioso
guardavo una più fonda oscurità
nascondere l’estremo raggio della sera.

E lo sguardo fisso al cielo senza gioia
sentivo salire in me pensieri tristi.

(di Emily Bronte.
Tratta da:
Anne, Charlotte, Emily Bronte, Poesie, a cura di Silvio Raffo, Milano, Oscar Mondadori, 2004).

Mansfield Park

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Tratto dall’Introduzione di Pietro Citati a Ragione e sentimento di Jane Austen, edizione Superbur Classici, Milano, 2002. Accennando al personaggio di Fanny in Mansfield Park, Citati scrive:

“Con una specie di ossessione, Fanny ama la grande casa patrizia dove è stata educata: l’armonia, la quiete, la gravità di Mansfield Park. Difende l’ordine e il decoro del mondo aristocratico, mentre quasi tutti i nobili cugini peccano contro le sue leggi.
Così proprio lei, la reietta, l’esclusa, diventa la sacerdotessa che salva quel mondo dalla rovina in cui la Austen lo vedeva precipitare. Tutto deve restare così, come un tempio consacrato, in eterno.
La Austen non condivide l’angosciosa devozione di Fanny per l’aristocrazia e il decoro. Ma certo sentì in se stessa, in un angolo delle sue immense profondità di creatrice, quella sofferenza, quella tristezza, quella passività, quel terribile silenzio, e il desiderio che nulla, mai, muti nell’universo”.

Senza titolo (III)

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Il sole è tramontato la lunga onda dell’erba
oscilla tetramente al vento della sera
e l’uccello ha lasciato la vecchia pietra grigia
e ha cercato il caldo rifugio di un nido

Nel solitario orizzonte che mi circonda
non vedo immagini non odo alcun suono
se non il soffio del vento lontano
che sospira sul mare d’erica.
____________________________________
Di Emily Bronte (1818-1848). La poesia è senza punteggiatura. Tratta da
Anne, Charlotte, Emily Bronte, Poesie, a cura di Silvio Raffo, traduzione di Silvio Raffo e Anna Luisa Zazo, Milano, Oscar Mondadori, 2004
(la foto è tratta dal sito http://www.daltramontoallalba.it/paranormale/blackshuck.htm)

Senza titolo (II)

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E prima un’ora di tristi pensieri
e poi un effondersi di lacrime amare
e poi una tetra calma diffonde
una nebbia mortale su gioie e pene.

E poi un battito e una luce di lampo
e poi un respiro dall’alto
e poi una stella si accende nel cielo
la stella gloriosa la stella d’amore.
_____________________________________
poesia di Emily Bronte (1818-184 8)

Tratta da
Anne, Charlotte, Emily Bronte, Poesie,a cura di Silvio Raffo, traduzione di Silvio Raffo e di Anna Luisa Zazo, Milano, Oscar Mondadori, 2004.
(la poesia è stata trascritta letteralmente: l’assenza di punteggiatura è una caratteristica dei frammenti di Emily Bronte)

Una lettera di Charlotte Bronte

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Emily Bronte muore il 19 dicembre del 1848. Il 23, sua sorella Charlotte scrive queste parole a Ellen Nussey:
“Mia cara Ellen, Emily non soffre più d’alcun dolore o debolezza, ora. Non soffrirà mai più su questa terra. Se n’è andata dopo la sua lotta breve e dura. E’ spirata martedì, proprio il giorno in cui ti ho scritto. Pensavo fosse possibile averla con noi ancora per settimane e, poche ore dopo, aveva già raggiunto l’eternità.
Sì, non c’è più Emily in questo tempo, né in questo mondo. Da ieri le sue povere, consumate spoglie mortali sono quietamente raccolte sotto il selciato della chiesa. Al momento siamo molto calmi. Perché non dovremmo esserlo? L’angoscia di vederla soffrire è finita. Lo spettacolo dei suoi dolori atroci non c’è più. Il giorno del funerale è passato. Sentiamo che lei è in pace.
Non c’è più bisogno, ora, di tremare per il gelo o il vento tagliente. Emily non li sentirà. E’ morta nel pieno delle sue promesse. L’abbiamo vista strappata alla vita nella sua verde stagione. Ma è la volontà di Dio e il luogo dov’ella è adesso è meglio di quanto ha lasciato”.
____________________________________
(la foto di Charlotte Bronte è tratta dal sito http://www.poetseers.org/the_great_poets/female_poets/charlotte_bronte/

Oh, lasciatemi sola

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Oh lasciatemi sola per intanto:
nessuna forma umana qui vicino;
se sola penso, o ad alta voce canto,
non orecchio mortale che m’ascolti.

Via, sogni di felicità eterna-
e voi, mondane cure, andate via!
Lungi da me pensieri d’ansia e pena,
lasciatemi da sola!

Infine apri le ali, anima mia,
e lascia questa terra dolorosa;
immergiti nell’aria luminosa,
Dio finalmente tuo compagno sia!
______________________________

di Anne Bronte (1820-1849)
Tratta da
Anne, Charlotte, Emily Bronte: Poesie, a cura di Silvio Raffo, traduzione di Silvio Raffo e Anna Luisa Zazo, Milano, Mondadori, 2004)
(la foto è tratta dal sito http://www.atlantide.net/main/index.php?id_pag=408)

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