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Per ricordare Alda Merini

alda
Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.

Alda Merini, da Vuoto d’amore
_____________

Accarezzami, amore,
ma come il sole
che tocca la dolce fronte della luna.
Non venirmi a molestare anche tu
con quelle sciocche ricerche
sulle tracce del divino.
Dio arriverà all’alba
se io sarò tra le tue braccia.

Alda Merini, Alla tua salute, amore mio

Sovrumana dolcezza

mazzo
Sovrumana dolcezza
io so, che ti farà i begli occhi chiudere
come la morte.

Se tutti i succhi della primavera
fossero entrati nel mio vecchio tronco,
per farlo rifiorire anche una volta,
non tutto il bene sentirei che sento
solo a guardarti, ad aver te vicina,
a seguire ogni tuo gesto, ogni modo
tuo di essere, ogni tuo piccolo atto.
E se vicina non t’ho, se a te in alta
solitudine penso, più infuocato
serpeggia nelle mie vene il pensiero della carne, il presagio

dell’amara dolcezza,
che so che ti farà i begli occhi chiudere
come la morte.

di Umberto Saba (1883-1957)

(Tratta da:
Umberto Saba, Il Canzoniere, Torino, Einaudi, ed. del 1961)

Mia cugina Rachele


L’autrice di questo romanzo è Daphne Du Maurier, estremamente nota al pubblico per aver scritto La prima moglie, un libro da cui fu tratto un celebre film per la regia di Alfred Hitchcock.
Mia cugina Rachele è una cupa vicenda la cui protagonista femminile ha un carattere indecifrabile e, per alcuni aspetti, inquietante. Ambrose Ashley, un ricco proprietario terriero che vive in Cornovaglia insieme al nipote adottivo Philip, parte per l’Italia in seguito a problemi di salute. A Firenze conosce Rachele, una sua lontana parente, rimasta vedova in giovane età. Improvvisamente, Philip riceve una lettera che gli annuncia l’avvenuto matrimonio fra Ambrose e questa donna.

Dopo poco più di un anno dalle nozze, Ambrose si ammala gravemente e in breve tempo muore a Firenze. Philip inizia così a nutrire alcuni sospetti nei confronti di Rachele, considerandola responsabile di quest’improvviso decesso. Ma quando d’improvviso la donna giunge in Inghilterra, Philip è costretto a ospitarla e, contrariamente a ogni sua aspettativa, ne rimane affascinato.
Durante il suo soggiorno in Cornovaglia, la personalità di Rachele si rivela complessa e a tratti sfuggente. Capace di tenere manifestazioni d’affetto ma anche di repentini scatti d’ira, enigmatica in alcuni suoi discorsi, elegante e raffinata, saggia e ironica, dolce ma nel contempo autoritaria, a poco a poco manifesta uno dei suoi difetti maggiori: la prodigalità. A volte sembra disinteressata nei suoi sentimenti verso Philip, altre volte, invece, appare fredda e calcolatrice. Instaura così un rapporto ambiguo con il ragazzo, il quale ne resta talmente soggiogato da perdere completamente la testa, e da diventare fin troppo generoso nei suoi confronti.
Ma certe lettere di Ambrose, scritte durante la sua malattia e trovate per caso dal nipote, gettano terribili ombre sulla figura di Rachele, ombre che, unite alla passione frustrata di Philip e al non limpido comportamento della donna, conducono a un tragico epilogo.

Due sono i pregi fondamentali di questo romanzo, almeno a mio parere: la sapienza con cui viene tratteggiata l’affascinante e pericolosa ambiguità di Rachele, tanto che, alla fine dell’opera, è impossibile comprendere se sia stata davvero responsabile della morte del marito, e la bravura con cui viene mostrata la natura puramente soggettiva della passione amorosa, tale da trasfigurare l’immagine della persona amata in un ideale che non trova corrispondenza nella realtà. Philip, con la sua inesperienza, impara a sue spese quest’amara lezione: è impossibile conoscere veramente chi ci sta accanto.
Dal libro è stato tratto anche un film del 1952 intitolato come il romanzo, Mia cugina Rachele, e interpretato da Richard Burton e Olivia De Havilland.

Un amore di Swann

proust
Oggi trascrivo un brano tratto dalla Recherche, capolavoro di Marcel Proust. Riportare soltanto un brevissimo stralcio di un’opera tanto complessa e geniale significa attuare una violenza su di essa. Tuttavia, anche un’operazione così discutibile può essere utile se diventa uno stimolo per la lettura della Recherche, splendido frutto della fatica di un eccellente scrittore.

Il brano è tratto dal racconto in terza persona intitolato Un amore di Swann, che fa parte della Recherche e narra la storia d’amore fra Charles Swann e Odette de Crècy.
Riporto la parte finale del racconto, amara nel suo spietato realismo.

Ma mentre, un’ora dopo essersi svegliato, dava indicazioni al parrucchiere perché la sua pettinatura a spazzola non si scompigliasse durante il viaggio, ripensò al sogno, rivide, vicinissimi come gli erano parsi, il colorito pallido di Odette, le gote emaciate, i lineamenti tirati, gli occhi pesti, tutti quegli elementi che – nel corso delle successive tenerezze che avevano fatto del suo durevole amore per Odette un lungo oblio dell’immagine avutane all’inizio – aveva smesso di notare dopo i primi tempi della loro relazione, là dove, mentre dormiva, la sua memoria era certo andata a ricercarne la sensazione esatta.
E con quella grossolanità intermittente che riaffiorava in lui non appena finiva d’essere infelice e che, contemporaneamente, abbassava il livello della sua moralità, esclamò fra sé: “E dire che ho sciupato anni della mia vita, ho desiderato di morire, ho avuto il mio più grande amore, per una donna che non mi piaceva, che non era il mio tipo!”.

(L’edizione del testo è curata da Giovanni Raboni per la Mondadori).

Washington Square

james
Il dottor Sloper è un uomo ricco, arguto, intelligente e profondamente disancantato, capace di giudicare cose e persone con freddo realismo.
Ecco un dialogo che si svolge fra lui e sua sorella, la signora Penniman. I due parlano di Catherine, la figlia del dottor Sloper, che in questa parte del romanzo ha dodici anni.

- Cerca di farne una donna in gamba, Lavinia; vorrei che fosse una donna in gamba.
La signora Penniman lo guardò pensierosa un momento.
- Mio caro Austin – gli domandò poi – pensi che sia meglio essere in gamba o buona?
- Buona a che cosa? – chiese il dottore- Non sei buona a niente se non sei in gamba.

(Testo di riferimento: Henry James, Washington Square, Bur, 1999. In foto l’edizione tascabile Garzanti)

Frammenti tratti da “Via col vento” (III)


Rossella, rimasta vedova subito dopo il suo primo matrimonio, si trova ad Atlanta. Al ballo di beneficenza in favore dell’ospedale militare, desta scandalo perché, ancora in lutto, accetta di danzare con Rhett Butler.
Ecco un breve stralcio del dialogo che si svolge fra i due mentre ballano
.

Rossella – Non tutto si può comprare col denaro.

Rhett – Questo deve averlo detto qualcuno. Non avreste mai pensato da sola una simile insulsaggine. Che cosa non si può comprare?

Rossella – Mah, non saprei…Per esempio, la felicità o l’amore.

Rhett – Di solito si può comprare anche quello. E quando non si può, si compra qualcuno dei migliori surrogati.

Frammenti tratti da “Via col vento” (II)


Rossella ha sposato Frank Kennedy e ha appena avuto una bambina. Seduta in giardino, con la piccola in braccio, riceve una visita di Rhett. Durante la loro lunga conversazione, a un certo punto parlano di Ashley e Rhett lo definisce un uomo completamente a terra, ammettendo di disprezzarlo per la sua incapacità ad affrontare una realtà che ormai gli è diventata profondamente estranea: la dura realtà seguita alla sconfitta nella Guerra Civile.
Rossella si arrabbia, perché Rhett la biasima per aver affidato ad Ashley la gestione di uno stabilimento di legname, stabilimento aperto da Rossella proprio grazie a un prestito ricevuto da Rhett.

Ecco uno stralcio del loro dialogo a riguardo.

Rossella: Eppure avete aiutato me, mentre anch’io ero a terra.
Rhett: Ma voi, mia cara, eravate un rischio interessante. Perché non vi appoggiavate ai vostri parenti maschi singhiozzando nel rimpianto degli antichi tempi. Vi siete drizzata e vi siete fatta avanti a gomitate; la vostra fortuna è stata solidamente fondata sul denaro rubato al portamonete di un morto e a quello rubato alla Confederazione. Avete al vostro attivo un omicidio, il furto di un marito, un tentativo di prostituzione, e poi menzogne e durezze ed altre cose che richiederebbero un esame accurato…

Frammenti tratti da “Via col vento”

via-col-vento.jpg
Rhett Butler fa visita a Rossella dopo la morte di Frank Kennedy. Rossella piange, per la prima volta tormentata dai rimorsi perché teme di andare all’inferno, vista la sua discutibile condotta nei confronti del marito ormai defunto.
Durante il loro dialogo, Rhett le ricorda il suo tentativo di “prostituzione”: infatti Rossella aveva cercato, prima di sposare Frank, di vendersi a Rhett pur di ottenere i trecento dollari utili a pagare le tasse di Tara.

Ecco le parole fra i due, tratte dal libro di Margaret Mitchell.

RhettAndiamo! Dal momento che vi state confessando, tanto vale che diciate tutta la verità, piuttosto che una decorosa menzogna. Ditemi un po’:la vostra…hm…coscienza vi ha mosso molti rimproveri quando voi avete offerto…come vogliamo dire?…quel tesoro che è più caro della vita, per trecento dollari?

RossellaVeramente non ho pensato a Dio in quel momento…né all’inferno. E quando ci ho pensato…ho calcolato che Dio avrebbe compreso.
________________________
RossellaE’ un male essere opportunista?

RhettE’ sempre stata ritenuta una cosa vergognosa…specialmente da quelli che hanno avuto le stesse opportunità e non le hanno colte.
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Un altro momento. Rossella ha appena sposato Frank Kennedy e incontra Rhett per la prima volta dopo il tentativo di vendersi a lui per ottenere i soldi utili a pagare le tasse di Tara. Iniziano un lungo dialogo durante il quale Rhett si rende disponibile a prestarle il denaro per comprare la segheria. A un certo punto, viene nominato Ashley.

RhettQuest’amore purissimo m’interessa…

RossellaSmettetela, Rhett. Se siete tanto abietto da credere che fra noi vi sia stato qualcosa di male…

RhettVeramente non ne sono mai stato convinto. Ed è questo che m’interessa. Perché non vi è mai stato nulla di male tra voi?

RossellaSe credete che Ashley sarebbe stato capace…

RhettAh, dunque è stato lui che ha lottato in nome della purezza. Ma davvero, Rossella, non dovreste abbandonarvi così facilmente!


Di Romina

PETALI DI ROSE

Poesie, brani, sintesi e frammenti: piccole suggestioni letterarie per gli appassionati.

Trascorrono i giorni

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Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (di Robert L. Stevenson)

Era una notte bella e senza pioggia, l'aria sapeva di gelo, le strade erano pulite come il pavimento di una sala da ballo; le lampade che nessun vento faceva ondeggiare formavano sul selciato un disegno regolare di luci e di ombre.

La lupa (di Giovanni Verga)

Al villaggio la chiamavano "La lupa" perché non era sazia giammai - di nulla. Le donne si facevano la croce quando la vedevano passare, sola come una cagnaccia, con quell'andare randagio e sospettoso della lupa affamata; ella si spolpava i loro figlioli e i loro mariti in un batter d'occhio, con la sue labbra rosse, e se li tirava dietro alla gonna solamente a guardarli con quegli occhi da satanasso, fossero stati davanti all'altare di Santa Agrippina.

Jane Eyre (di Charlotte Brontë)

Mi trovavo a un miglio da Thornfield, lungo un sentiero conosciuto, d'estate, per le sue rose canine, in autunno per le nocciuole e le more; anche adesso spiccavano le bacche delle rose e del biancospino, color del corallo, ma il maggior piacere durante l'inverno consisteva nella sua assoluta solitudine e nella sua spoglia tranquillità. Se spirava un alito di vento, lì non si udiva alcun fruscìo perché non c'erano agrifogli né sempreverdi, e i nudi biancospini e i cespugli di nocciuoli erano fermi come i ciottoli bianchi e consumati che si ammucchiavano in mezzo al sentiero.