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Frammenti tratti da “Via col vento”

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Rhett Butler fa visita a Rossella dopo la morte di Frank Kennedy. Rossella piange, per la prima volta tormentata dai rimorsi perché teme di andare all’inferno, vista la sua discutibile condotta nei confronti del marito ormai defunto.
Durante il loro dialogo, Rhett le ricorda il suo tentativo di “prostituzione”: infatti Rossella aveva cercato, prima di sposare Frank, di vendersi a Rhett pur di ottenere i trecento dollari utili a pagare le tasse di Tara.

Ecco le parole fra i due, tratte dal libro di Margaret Mitchell.

RhettAndiamo! Dal momento che vi state confessando, tanto vale che diciate tutta la verità, piuttosto che una decorosa menzogna. Ditemi un po’:la vostra…hm…coscienza vi ha mosso molti rimproveri quando voi avete offerto…come vogliamo dire?…quel tesoro che è più caro della vita, per trecento dollari?

RossellaVeramente non ho pensato a Dio in quel momento…né all’inferno. E quando ci ho pensato…ho calcolato che Dio avrebbe compreso.
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RossellaE’ un male essere opportunista?

RhettE’ sempre stata ritenuta una cosa vergognosa…specialmente da quelli che hanno avuto le stesse opportunità e non le hanno colte.
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Un altro momento. Rossella ha appena sposato Frank Kennedy e incontra Rhett per la prima volta dopo il tentativo di vendersi a lui per ottenere i soldi utili a pagare le tasse di Tara. Iniziano un lungo dialogo durante il quale Rhett si rende disponibile a prestarle il denaro per comprare la segheria. A un certo punto, viene nominato Ashley.

RhettQuest’amore purissimo m’interessa…

RossellaSmettetela, Rhett. Se siete tanto abietto da credere che fra noi vi sia stato qualcosa di male…

RhettVeramente non ne sono mai stato convinto. Ed è questo che m’interessa. Perché non vi è mai stato nulla di male tra voi?

RossellaSe credete che Ashley sarebbe stato capace…

RhettAh, dunque è stato lui che ha lottato in nome della purezza. Ma davvero, Rossella, non dovreste abbandonarvi così facilmente!


Di Romina

PETALI DI ROSE

Poesie, brani, sintesi e frammenti: piccole suggestioni letterarie per gli appassionati.

Trascorrono i giorni

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Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (di Robert L. Stevenson)

Era una notte bella e senza pioggia, l'aria sapeva di gelo, le strade erano pulite come il pavimento di una sala da ballo; le lampade che nessun vento faceva ondeggiare formavano sul selciato un disegno regolare di luci e di ombre.

La lupa (di Giovanni Verga)

Al villaggio la chiamavano "La lupa" perché non era sazia giammai - di nulla. Le donne si facevano la croce quando la vedevano passare, sola come una cagnaccia, con quell'andare randagio e sospettoso della lupa affamata; ella si spolpava i loro figlioli e i loro mariti in un batter d'occhio, con la sue labbra rosse, e se li tirava dietro alla gonna solamente a guardarli con quegli occhi da satanasso, fossero stati davanti all'altare di Santa Agrippina.

Jane Eyre (di Charlotte Brontë)

Mi trovavo a un miglio da Thornfield, lungo un sentiero conosciuto, d'estate, per le sue rose canine, in autunno per le nocciuole e le more; anche adesso spiccavano le bacche delle rose e del biancospino, color del corallo, ma il maggior piacere durante l'inverno consisteva nella sua assoluta solitudine e nella sua spoglia tranquillità. Se spirava un alito di vento, lì non si udiva alcun fruscìo perché non c'erano agrifogli né sempreverdi, e i nudi biancospini e i cespugli di nocciuoli erano fermi come i ciottoli bianchi e consumati che si ammucchiavano in mezzo al sentiero.