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Vento sulla Giudecca


I venti i venti spogliano le navi
e discendono al freddo
e sono morti.

Chi li spiegherà nel rigoglio
delle accese partenze
ove squilla più forte più forte il mare
e l’antenna sventola il mattino?

Tutta donna tutta forte tutto amore
ed è rossa la mela, giallo il pane
della Pasqua d’aprile…
Ed eri calda
ed eri il sole, mattone su mattone,
oltre quel muro la campagna il cielo.

Alfonso Gatto (1909-1976)

Alfonso Gatto diresse, insieme a Vasco Pratolini, la rivista ermetica Campo di Marte (1938-39).
In questa poesia fa emergere un ricordo d’amore che ancora regala un breve attimo d’intensa passione. I colori violenti (rossa la mela, giallo il pane) sono una metafora di forte vitalità.

Autunno


Autunno. Già lo sentimmo venire
nel vento d’agosto,
nelle piogge di settembre
torrenziali e piangenti
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora passa e declina,
in quest’autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.

Vincenzo Cardarelli (1887-1959)

Fondatore della rivista La Ronda, Cardarelli propugnò un nuovo classicismo ispirato alla nostra tradizione poetica, in particolare a Leopardi. In questo canto dedicato all’autunno, la stagione è simbolo della vita interiore.

Ed è subito sera


Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

Salvatore Quasimodo(1901-1968)

Aderendo al gusto novecentesco del breve frammento, Quasimodo esprime la peculiare condizione umana sulla Terra. Ogni uomo è inesorabilmente solo, e la sua vita è breve perché sfocia subito nella sera della morte.


Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
alberi case colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me ne andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

Eugenio Montale
(da Ossi di seppia. La foto è tratta da qui)

Prima di tutto scrittrice


Sono prima di tutto una scrittrice, poi sono una donna.
(Katherine Mansfield)

Era notte sulle montagne


Era notte sulle montagne
la neve giaceva alta e profonda
ruscelli e cascate e fontane
affondavano nell’ombra

Da tempo l’inerme pastore
ha sepolte laggiù le sue pecore
che nel dolce tempo d’estate
custodiva con tenera cura

Non più ora gaio custode
lungo sentieri noti da tempo
solo sgomento straniero
rimane sulla brughiera sconfinata

di Emily Brontë
(Tratta da Anne, Charlotte, Emily Brontë, Poesie, Milano, Oscar Mondadori, edizione del 2004)


Della speranza mi hanno derubata
che l’anima gelosa custodiva;
dell’adorata voce mi han privata
che l’orecchio con tanta gioia udiva.

E non potrò vedere più il tuo viso
né provar la delizia che mi dava
l’angelica virtù del tuo sorriso,
il tuo bene che tanto consolava.

Ma di tutto mi possono privare
e d’un tesoro la padrona sono:
un cuore che di te vuole sognare
e del tuo cuore sente ancora il dono.

di Anne Brontë

(Tratta da: Anne, Charlotte, Emily Brontë, Poesie, Milano, Oscar Mondadori, edizione del 2004.
La poesia è senza titolo. Sono stata io a utilizzarne il primo verso per dare il titolo al post)