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Due personaggi e due modi distinti, persino contrastanti, di affrontare l’esistenza: Elinor e Marianne. Elinor è prudente, razionale, discreta e saggia; Marianne si lascia invece sempre trasportare dalla passione, dall’irrazionalità e dall’emotività.

Per Jane Austen, autrice di Sense and sensibilityRagione e sentimento in italiano -, le cui protagoniste sono appunto Elinor e Marianne Dashwood, la soluzione del problema è chiara: razionalità, prudenza, moderazione e discrezione sono le sole qualità che possono regalare gioia e serenità. Non a caso Marianne, dopo essersi follemente innamorata di un giovane superficiale ed egoista, che dopo averla corteggiata con insistenza l’abbandona di punto in bianco provocandole un enorme dolore, finirà per sposarsi seguendo la “ragione”, ossia scegliendo un uomo di ottimo carattere che però non ha suscitato in lei alcuna violenta passione. Ecco che cosa ci dice Jane Austen verso la fine del romanzo.

Marianne Dashwood era nata per un singolare destino. Era nata per scoprire la falsità delle sue opinioni e per sconfiggere con la sua condotta le sue massime più care. Era nata per superare un affetto formatosi niente meno alla rispettabile età di diciassette anni e, animata da un sentimento che non esorbitava da una stima sincera e una viva amicizia, per dare la sua mano a un altro. E, quest’altro, un uomo che aveva sofferto non meno di lei per via d’un amore precedente; che, due anni prima,ella aveva ritenuto addirittura troppo vecchio per sposarsi…e che non aveva rinunciato alla salvaguardia igienica d’un panciotto di flanella.
Eppure fu proprio così: invece di cader vittima d’una passione irresistibile, come una volta si era teneramente lusingata che fosse, invece di restare per sempre con sua madre e trovare i suoi unici piaceri nel raccoglimento e nello studio come, in un più calmo e sobrio stato di spirito, aveva deciso di fare, si trovò, a diciannove anni, arresa a nuovi affetti, sottoposta a nuovi doveri, collocata in una nuova dimora – moglie, padrone di casa e patronessa di un villaggio.

Se è vero che Ragione e sentimento non è il miglior romanzo della Austen, tuttavia, come scrive il Daiches, la cristallina precisione dello stile, la struttura equilibrata delle frasi e dei paragrafi, il quieto, abile ordine in cui si succedono dialoghi e avvenimenti, sono già quelli delle opere maggiori.

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E’ verità universalmente riconosciuta che uno scapolo largamente provvisto di beni di fortuna debba sentire il bisogno di ammogliarsi.
Per quanto poco si conoscano, di costui, i sentimenti e le intenzioni, fin dal suo primo apparire nelle vicinanze, questa verità si trova così radicata nelle teste delle famiglie circostanti che queste lo considerano senz’altro come la legittima proprietà dell’una o dell’altra delle loro figliuole. […]

(L’inizio di Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Testo di riferimento ed. Oscar Mondadori 1983)

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