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Posts Tagged ‘notte’


Era notte sulle montagne
la neve giaceva alta e profonda
ruscelli e cascate e fontane
affondavano nell’ombra

Da tempo l’inerme pastore
ha sepolte laggiù le sue pecore
che nel dolce tempo d’estate
custodiva con tenera cura

Non più ora gaio custode
lungo sentieri noti da tempo
solo sgomento straniero
rimane sulla brughiera sconfinata

di Emily Brontë
(Tratta da Anne, Charlotte, Emily Brontë, Poesie, Milano, Oscar Mondadori, edizione del 2004)

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L’arpa


Sulla terra non c’è un’arpa che possa
vibrare in sintonia coi miei pensieri:
è la notte che scende solitaria,
è il vento che si strugge di lamento,
fra le piante sussurra e dentro l’aria
parole di mestizia e di tormento.
Insieme intonano uno strano canto
vano timore ed insensata pena.
Sedevo in solitudine cantavo
arie antiche struggenti e melodiose;
erano quelle note dolorose
e anche il mio cuore si bagnò di pianto.
Ad asciugar le lacrime mi volsi
e per caso il mio sguardo incontrò il cielo:
freddo e grigio mi parve, plumbeo velo.

Di Charlotte Brontë
(Tratta da Anne, Charlotte, Emily Brontë, Poesie, Milano, Oscar Mondadori, edizione 2004)

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Inverno

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È notte, inverno rovinoso. Un poco
sollevi le tendine e guardi. Vibrano
i tuoi capelli selvaggi, la gioia
ti dilata improvvisa l’occhio nero;
che quello che hai veduto – era un’immagine
della fine del mondo – ti conforta
l’intimo cuore, lo fa caldo e pago.
Un uomo si avventura per un lago
di ghiaccio, sotto una lampada storta.

di Umberto Saba (1883-1957)

(Tratta da:
Umberto Saba, Il Canzoniere, Torino, Einaudi, ed. del 1961)

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Felice quanto più conduco

sogno
Sono felice quanto più conduco
l’anima lontana dalla sua veste d’argilla
nel vento della notte quando la luna è chiara
e lo sguardo spazia in mondi di luce

Quando io non sono e nessuno è con me
terra né mare né cielo senza nubi
soltanto lo spirito libero e vagabondo
nella vasta infinita immensità

di Emily Brontë.

(Tratta da:
– Anne, Charlotte, Emily Brontë, Poesie, Milano, Oscar Mondadori, 2004.
Tutte le poesie di Emily Brontë sono prive di punteggiatura e di titoli. Pertanto sono stata io a richiamare, nel titolo del post, il primo verso della poesia.
L’immagine è tratta da: http://habanera-nonblog.blogspot.com)

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Poesia


Il lago desolato il cielo di mezzanotte
la luna morente che lotta con le nuvole
il triste mormorio che sussurra appena
quasi non osasse parlare
piombano sul mio cuore tristemente
inaridiscono la mia gioia in solitudine

Non toccateli fioriscono e sorridono
ma le loro radici s’inaridiscono implacabilmente
Ah

(di Emily Bronte . La foto è tratta da questo sito )

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La notte


Ma la notte ventosa, la limpida notte
che il ricordo sfiorava soltanto, è remota,
è un ricordo. Perduta una calma stupita
fatta anch’essa di foglie e di nulla. Non resta,
di quel tempo di là dai ricordi, che un vago ricordare.

Talvolta ritorna nel giorno
nell’immobile luce del sole d’estate,
quel remoto stupore.

Per la vuota finestra
il bambino guardava la notte sui colli
freschi e neri, e stupiva di trovarli ammassati:
vaga e limpida immobilità. Fra le foglie
che stormivano al buio, apparivano i colli
dove tutte le cose del giorno, le coste
e le piante e le vigne, eran nitide e morte
e la vita era un’altra, di vento, di cielo,
e di foglie e di nulla.

Talvolta ritorna
nell’immobile calma del giorno il ricordo
di quel vivere assorto, nella luce stupita.

(di Cesare Pavese, tratta da Lavorare stanca)

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Poesia (senza titolo)

foto_neve_16.jpg
La notte si addensa intorno a me
selvaggio e gelido soffia il vento
ma una magia implacabile mi ha vinto
e non posso non posso fuggire.

Alberi giganteschi piegano
i rami spogli gravi di neve
veloce la tempesta si fa vicina
pure non posso fuggire

Nuvole e nuvole su di me
deserti e deserti ai miei piedi
nessun terrore potrà allontanarmi
non voglio non posso fuggire.
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di Emily Bronte (1818-1848)
(Tratta da Anne, Charlotte, Emily Bronte, Poesie, a cura di Silvio Raffo, Milano, Oscar Mondadori, 2004)

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